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Mottola

Parco “Terra delle Gravine: da “vincolificio” a risorsa

Oggi gli addetti ai lavori del comparto agricolo jonico vedono il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine, il più grande della Puglia, solo come un inutile “vincolificio”!


Questo duro j’accuse, che fotografa la situazione attuale del parco naturale, è emerso nel seminario “La gestione dei rifiuti agricoli: competenze e ruoli di produttori ed Enti locali”, tenutosi recentemente nella Sala Convegni di Mottola.

L’evento è stato organizzato, nell’ambito del progetto UPPark, dal WWF Trulli e Gravine, capofila del partenariato, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Taranto e con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto.

Moderati dal giornalista Marco Amatimaggio, esperto di politiche rurali ed addetto stampa del progetto UPPark, i lavori sono stati introdotti dai saluti di Giovanni Piero Barulli, Sindaco di Mottola che ha confermato l’intendimento della sua Amministrazione di prestare la massima attenzione alla problematica dei rifiuti, già affrontata con coraggio nell’ambito dei RSU con la raccolta differenziata “porta a porta”, un programma che purtroppo sta subendo ritardi perché l’isola ecologica comunale non è a norma

Sulla stessa falsariga l’intervento di Giuseppe Scriboni, assessore comunale all’Ambiente, che ha manifestato l’interesse a inglobare nell’esistente Isola ecologica, in occasione dei necessari lavori per la sua “messa a norma”, anche un impianto per lo stoccaggio di rifiuti agricoli, sempre che si riesca a reperire i fondi necessari.

Sono poi giunte le note dolenti, in primis da Gianrocco De Marinis, presidente Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Taranto, che ha bollato il Parco delle Gravine come un “vincolificio”, un ufficio in Provincia dove si va solo per consegnare pratiche, un esempio di quella burocrazia che la mattina costringe gli allevatori, invece di andare nelle stalle, a rimanere in ufficio per compilare le carte…
Una lamentela ripresa da Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Taranto, che ha affermato che il Parco Terra delle Gravine finora è stato solo “un retino sulle carte che ci costringe a chiedere ulteriori autorizzazioni alla Provincia”…

Luca Lazzàro ha chiuso l’intervento auspicando che si sburocratizzi il settore, senza che però questo comporti ulteriori costi per le aziende, e che nel nuovo soggetto di gestione del parco vengano coinvolte le organizzazioni rappresentanti gli imprenditori. È stato così chiamato in causa Sebastiano Stano, consigliere provinciale con Delega al Parco, che ha confermato il “ritardo madornale” accumulato dal Parco delle Gravine che non è mai partito concretamente, cosa che potrà avvenire solo quando avrà una personalità giuridica autonoma e una sede, con un nuovo soggetto in cui dovranno essere coinvolte tutte le Amministrazioni competenti, al quale la Provincia intende partecipare apportando l’esperienza comunque fin qui acquisita con il suo Ufficio Parco.

I lavori sono poi entrati nel vivo con l’intervento di Gianni Grassi, presidente WWF Trulli e Gravine, che ha illustrato il progetto triennale “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine” che, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, prevede l’esecuzione di una serie di “azioni” per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile a tutti i cittadini.
Una delle azioni è volta a cercare di soddisfare le esigenze delle aziende agricole e zootecniche che sono i principali stakeholder del Parco; circa la metà della sua estensione complessiva, pari a circa 25.000 ettari, è infatti costituita da terreni agricoli.
In questa azione, in particolare, è previsto un focus sulle tematiche relative ai rifiuti speciali, pericolosi e non, prodotti dalle aziende agricole e zootecniche del territorio del Parco.

A seguire Giammarco Lupo, ingegnere esperto gestione rifiuti, è intervenuto su “I rifiuti delle aziende agricole: classificazione e adempimenti”: nell’ambito del Progetto UPPark, infatti, si è provveduto all’analisi di esperienze e buone pratiche sulla gestione dei rifiuti agricoli, per poi analizzare gli aspetti normativi: classificazione dei rifiuti; obblighi ed adempimenti per la loro gestione, percorribilità di possibili strumenti quali Accordi di programma.
Domenico Speciale, ingegnere esperto ambientale, ha invece relazionato su “Ipotesi preliminare di piattaforma di stoccaggio di rifiuti da azienda agricola e zootecnica”: dopo aver individuato le possibili modalità tecnico/organizzative di un servizio di ritiro dei rifiuti agricoli e la stima dei suoi costi, infatti, nell’ambito del progetto UppArk, il tecnico di comprovata esperienza ha realizzato il layout per realizzare una piattaforma di stoccaggio di rifiuti da azienda agricola e zootecnica, anche implementabile in una isola ecologica; il progetto UPPARK lo ha messo così a disposizione gratuitamente dei 14 comuni del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”.

L’avvocato Francesco De Florio, infine, nel suo intervento ha trattato il tema “Pericoli, norme, sanzioni: cosa rischia chi smaltisce illegalmente rifiuti” affermando che uno dei principi fondamentali della Legge che regola il settore è “chi inquina paga”; il noto legale ha spiegato poi, anche con alcuni esempi pratici, che la normativa prevede ogni fattispecie di reato ambientale che possa compiere un imprenditore agricolo.

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale “Terra delle “Gravine”, costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia. Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione. Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni ambienti dell’antica masseria dell’Oasi WWF Monte Sant’Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla, in cui, dopo il loro ripristino, è stato realizzato un Centro Visite con un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; la struttura, inoltre, è a disposizione per ospitare iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.

L’Oasi WWF Monte Sant’Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da sei anni l’Oasi WWF Monte Sant’Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

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